mercoledì, febbraio 04, 2009

Nasce il Limburgo Fc (o il Forroda? speriamo di no)

Dal 2009/10 il calcio olandese avrà una squadra in meno. Roda (attualmente 16° in Eredivisie) e Fortuna Sittard (Eerste Divisie) hanno annunciato l’accordo di fusione in un nuovo club, che rileverà il titolo sportivo del Roda nel caso i gialloneri dovessero rimanere in Eredivisie. E’ ancora mistero sul nome della squadra: il nome più accreditato è Limburgo FC, ma c’è chi ipotizza un più semplice RFC (Roda-Fortuna Combinatie) in attesa che anche VVV Venlo e MVV Maastricht aderiscano al progetto. Tra gli altri possibili nomi, Forroda FC, FCKS (FC Kerkrade-Sittard) e Mijnstreek FC (letteralmente "distretto minerario", nome con cui è informalmente conosciuta la zona).

Nel frattempo i tifosi di Roda e Fortuna Sittard hanno aperto dei registri di condoglianze virtuali, dove i tifosi (in maggioranza contrari alla fusione) possono salutare le loro vecchie squadre del cuore. Dubbi anche sulla sede della nuova squadra: fortemente indiziato il Parkstad Limburg di Kerkrade.

mercoledì, gennaio 28, 2009

PSV-Stevens, un flop quasi annunciato

Si dice sempre che più in alto sei, più fa rumore la tua caduta. Un assunto che vale a maggior ragione per il PSV Eindhoven, che otto mesi dopo il suo quarto titolo olandese consecutivo ha buttato a mare il progetto legato a Huub Stevens. Prenotato un anno fa, quando ancora allenava l’Amburgo, arrivato a giugno dopo che Sef Vergoossen gli aveva tenuto il posto in caldo, manco a dirlo vincendo la Eredivisie, Stevens toglie il disturbo senza nemmeno aspettare l’esonero, poche ore dopo l’ennesima prestazione opaca, un 2-2 interno contro il NAC Breda. I numeri impietosi sottolineano la stagione del PSV: 32 punti in 19 partite, 15 in meno dell’AZ capolista, avventura europea terminata definitivamente a dicembre senza nemmeno il ripescaggio in Coppa UEFA. D’accordo che fare meglio degli anni scorsi era quasi impossibile, ma anche un simile disastro era difficilmente prevedibile la scorsa estate.

Gli oggettivi limiti di una squadra indebolita dall’ultimo mercato e poco accattivante sul piano del gioco tirano via il PSV da una lotta per il titolo che fa registrare l’importante allungo dell’AZ, che raddoppia in un colpo solo il vantaggio sull’Ajax. Il 2-0 al De Graafschap sembra quasi un cartellino timbrato per una squadra che non prende gol da 759’, con otto vittorie consecutive arrivate senza mai segnare più di due gol. Una regolarità di rendimento con le medio-piccole che da sempre è il segreto per vincere la Eredivisie: lo sa bene l’Ajax, che è invece inciampato sulla rasoiata di Holla che ha regalato la vittoria all’imprevedibile Groningen degli ultimi tempi. Ajax con i nervi a fior di pelle, come dimostrato dalle espulsioni di Vertonghen e soprattutto di Van Basten, e che ora deve difendere il secondo posto dagli assalti di un Twente che nella classifica delle ultime otto giornate sarebbe secondo solamente all’AZ.

Per la cronaca, i Tukkers hanno fatto loro senza grossi affanni il derby dell’Overijssel in casa dell’Heracles Almelo. Chiusura per il Feyenoord, che per la prossima stagione ha già prenotato Mario Been, che dunque potrà concludere in tutta serenità la sua esperienza al NEC Nimega. Al traghettatore Leon Vlemmings il difficile compito di tenere in piedi la baracca fino a maggio: compito molto difficile, visto anche il sudatissimo pareggio contro il Willem II. Prima di tornare a parlare di zona UEFA sarebbe forse più indicato tirarsi fuori definitivamente dalla metà destra della classifica...

lunedì, gennaio 19, 2009

AZ - Ajax, dietro il vuoto

Venti giorni di pausa non hanno squagliato le certezze di una Eredivisie che rafforza il dualismo al vertice tra AZ e Ajax, così superiori pur essendo profondamente diverse tra loro. Solo i superficiali avrebbero considerato una formalità la trasferta di Volendam: in realtà, al di là dei numeri, che parlavano di un impietoso testacoda al KRAS Stadion, le motivazioni degli Andere Oranje erano amplificate dal campanilismo, visto che la rivalità tra Alkmaar e Volendam è la più accesa della regione dell’Olanda del Nord. Buona volontà a parte, per il fanalino di coda della Eredivisie c’è stato ben poco da fare, con i gol di Ari e Mendes da Silva a riallacciare senza difficoltà il filo interrotto con la pausa invernale. Parlano i numeri: dopo aver perso le prime due giornate, l’AZ ha totalizzato 14 vittorie e 2 pareggi, con la porta di Romero inviolata da 679’.

Cifre che possono portare da una parte sola, Ajax permettendo. La squadra di Van Basten compie l’impresa di giornata, espugnando il De Goffert di Nimega al termine di un secondo tempo da rara intensità, dove la classe cristallina di Sulejmani ha compensato l’indolenza di Cvitànich e Suarez, entrambi in versione facce da schiaffi. Espulso il primo, dopo aver tentato maldestramente il gol di mano, irridente il secondo, a tal punto da meritarsi le randellate dei poco comprensivi difensori del NEC. A proposito dei rossoneroverdi: la notte di lunedì ha portato consiglio a Mario Been, che ha annunciato la (saggia) decisione di rimanere nel Gelderland e rifiutare così l’offerta pervenutagli la scorsa settimana dal Feyenoord.

Già, il club di Rotterdam aveva pensato al miglior tecnico della Eredivisie nel 2008 per sostituire Verbeek, esonerato con sconcertante scelta di tempo alla vigilia del suo ritorno da ex a Heerenveen, al termine di venti giorni di ritiro invernale in Turchia, con annesse disastrose amichevoli. Per Verbeek tutto sommato è andata meglio così, vista l’ennesima figuraccia del Feyenoord, maltrattato dai frisoni e ora in una posizione molto più pericolosa di quanto si possa credere. Heerenveen che zitto zitto sui ritrova al quarto posto: un risultato che fa più rabbia che soddisfazione, perché con un pizzico di continuità in più Pranjic e compagnia si sarebbero trovati faccia a faccia con le prime. Nel frattempo il Twente si mantiene terzo in classifica, grazie al 2-1 al Vitesse, mentre riprende il suo mediocre torneo il PSV Eindhoven, che non va oltre l’1-1 in casa del Roda.

martedì, gennaio 13, 2009

Il 2008 da incorniciare di Cristiano Ronaldo

L’immancabile aneddoto della serata di gala del FIFA World Player arriva per bocca di Pelè, che da consumato uomo di sport ma anche di palcoscenico, mentre fa letteralmente a pezzi la busta con il nome del calciatore dell’anno rivela la sua profezia. Lo scorso anno O rey dopo aver premiato Kakà disse a Cristiano Ronaldo: “La prossima volta lo vinci tu”. Facile dirlo adesso, un po’ meno dodici mesi fa, quando forse nemmeno un tipo ambizioso come l’asso del Manchester United si sarebbe immaginato un 2008 del genere. Vittoria in Premiership, vittoria in Champions League, vittoria nel Mondiale per Club. Inghilterra, Europa, mondo con il Manchester United, quasi automatici i riconoscimenti individuali: pallone d’oro a dicembre, FIFA World Player a gennaio.

Nella consueta sede del teatro dell’Opera di Zurigo, è andata in scena quella che per chi sa guardare oltre la premiazione del migliore al mondo è la vera dimostrazione di potenza e globalità della FIFA: 208 Paesi affiliati, più delle Nazioni Unite, e un impegno che va oltre il calcio di copertina. Lo dimostrano tre riconoscimenti. Il premio speciale dedicato alla Nazionale palestinese e al suo nuovo stadio Al-Husseini, il Fair-play Award assegnato alle Federazioni armena e turca, le cui Nazionali si sono affrontate per la prima volta a settembre gettando il seme per la creazioni di relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Ma anche il Presidential Award, il premio con cui quest’anno Sepp Blatter ha voluto esaltare la crescita del movimento calcistico femminile.

A proposito, come calciatrice dell’anno si è confermata per la terza volta consecutiva la brasiliana Marta, che entra tra le grandissime insieme a Mia Hamm e Birgit Prinz. Nel gran finale tutti come sempre sul palco, Cristiano ronaldo insieme agli altri nominati, quattro degni scudieri: due poeti del calcio moderno come Kakà e Messi, due presenze come Fernando Torres e Xavi a ricordare a Cristiano Ronaldo l’unico neo del suo 2008 altrimenti perfetto, il flop all’Europeo. Nell’antica Roma il trionfatore era accompagnato dal memento mori, duemila anni dopo la forma è molto meno cruenta, ma la sostanza non cambia di molto…

mercoledì, dicembre 10, 2008

Parte la fuga?

Dimenticatevi la grande ammucchiata al vertice di qualche settimana fa: la zona alta della Eredivisie sta gradualmente cambiando fisionomia, sgranando una dopo l’altra le varie pretendenti al titolo. L’AZ si conferma leader solitario per la seconda settimana consecutiva, sfruttando in pieno un turno favorevole non solo sulla carta. Il 2-0 all’Heracles Almelo è il decimo successo in quattordici partite per la squadra di Van Gaal, che continua a tenere a bada un Ajax distante tre punti e poco brillante in casa del Volendam. Il 2-1 esterno contro l’ultima in classifica è un risultato modesto, che aumenta il mal di testa di Van Basten, alle prese con la delicata successione a Klaas-Jan Huntelaar. Cvitanich continua a lasciare perplessi, a questo punto un ritorno sul mercato a gennaio non sarebbe da escludere.

Già venerdì si avrà la prossima verifica, contro un NAC Breda rapidamente ridimensionato dal secondo 0-4 consecutivo, rimediato in casa contro l’ADO den Haag. Per rendere la portata del crollo del NAC, basti pensare che i gialloverdi provenivano da sette sconfitte consecutive. Più del NAC Breda, la possibile outsider nella corsa al titolo potrebbe essere il Twente, che senza squilli di tromba si trova comunque terzo a cinque punti dall’AZ. Lo stato di forma dei Tukkers è stato confermato dal 6-2 allo Sparta Rotterdam, secondo risultato tennistico di fila tra le mura amiche.

Una messe di gol che ha riguardato anche il pazzo PSV di questi tempi. Sotto di due gol all’intervallo contro il Groningen, la squadra di Stevens ha avuto un quarto d’ora di grazia nel quale ha ridotto alla ragione i biancoverdi con il 4-2 finale. PSV pieno di problemi, che proverà a far girare a proprio favore da qui a maggio la fresca uscita dalle Coppe Europee. E mentre il Feyenoord sprofonda di nuovo nell’anonimato più cupo, prendendo tre gol a domicilio dal De Graafschap, chiudono il quadro le belle vittorie di Utrecht, Roda e Heerenveen.

martedì, dicembre 02, 2008

Huntelaar al Real Madrid

Klaas-Jan Huntelaar dal 1 gennaio 2009 sarà un giocatore del Real Madrid. Il 25enne attaccante lascia l'Ajax dopo tre anni esatti, nei quali ha segnato 105 gol in 136 gare ufficiali, e si appresta a vestire la maglia del club spagnolo fino al 30 giugno 2013. Costo dell'operazione: 20 milioni di € più altri 7 in base ai risultati del Real Madrid nei prossimi quattro anni.

Il sito del Real Madrid


Il sito dell'Ajax

mercoledì, novembre 26, 2008

Di ribaltone in ribaltone...

...la 12^ giornata di Eredivisie mette in mostra una nuova coppia di testa. Un’accoppiata AZ-NAC Breda che ormai tanto strana non è più, e che inizia a convincere anche i più scettici. Una sensazione che riguarda soprattutto la squadra di Louis Van Gaal, che ha superato a pieni voti l’esame-Ajax. Sotto la prima neve dell’anno l’AZ non ha dato scampo alla squadra di Marco Van Basten, sovrastata sul piano del gioco dal primo all’ultimo minuto. Per l’Ajax una sconfitta preventivabile, anche perché la serie di sei vittorie consecutive prima o poi si sarebbe dovuta fermare; uno stop che forse ridimensiona i titoloni successivi al 4-1 contro il PSV di questi tempi, anche perché in attacco il solo Suarez non sempre basta a garantire il bottino di gol lasciato vacante dall’infortunio di Huntelaar.

Poteva in realtà essere la giornata della fuga del NAC Breda, e invece i gialloneri al fischio finale si sono dovuti accontentare di buon grado del punto strappato al NEC Nimega.Una prestazione poso brillante che però ci può stare, anche perché l’impressione è che Robert Maaskant stia guidando il NAC piuttosto al di sopra del suo vero potenziale. Due grandi invece tornano a dare segni di ripresa. Innanzitutto il PSV, che contro il disastroso Heracles Almelo di questi tempi ha ritrovato in un colpo tre punti, gol e morale. Il 4-0 finale non deve però illudere Stevens di aver risolto completamente i suoi problemi; lo stesso vale per Verbeek, che nonostante dieci punti in quattro partite non ha ancora riportato il Feyenoord nella metà sinistra della classifica. Segno che il club di Rotterdam era caduto veramente in basso dopo le prime otto giornate. Il 3-1 all’ADO Den Haag – sesta sconfitta di fila per i gialloverdi – è comunque un segnale incoraggiante in vista dei prossimi impegni, sulla carta abbordabilissimi contro Vitesse e De Graafschap.

In chiusura, il risultato più clamoroso del fine settimana, il 6-0 con cui il Twente ha maltrattato l’Heerenveen sabato sera. Da una parte la conferma dell’ottimo lavoro svolto da Steve McClaren, dall’altra una decisa spallata alla traballante panchina di Trond Sollied, che salterebbe in caso di sconfitta sabato a Eindhoven. Un cambio in corsa dopo quattro mesi che sarebbe a suo modo storico per un club che prima del norvegese aveva avuto appena due allenatori in 23 anni!